Su quale tecnologia si basano gli analizzatori NomaSense O2?

Gli analizzatori NomaSense O2 si basano sulla tecnologia della luminescenza, che permette una misurazione non distruttiva, precisa e affidabile della concentrazione di ossigeno nel vino.

Come funziona la luminescenza?

Lo strumento genera una luce blu (alta energia) che viene indirizzata al sensore d’ossigeno tramite la fibra ottica. L’energia luminosa viene assorbita dal sensore, il che produce un’eccitazione degli elettroni a un livello di stato energetico più elevato. Poiché questo stato non è stabile, gli elettroni tornano naturalmente al loro stato fondamentale. Questa perdita di energia è materializzata attraverso l’emissione di una luce rossa che viene restituita all’apparecchio per mezzo della fibra ottica. Il tempo che intercorre tra l’emissione della luce blu e il recupero della luce rossa dipende dalla concentrazione di ossigeno nell’ambiente che circonda il sensore. Gli analizzatori NomaSense O2 misurano questo ritardo e non l’intensità della luce, offrendo così una misura più stabile nel tempo.

Quale tipo di misurazione può essere effettuata con NomaSense O2?

L’ossigeno può essere misurato tanto nella fase gassosa quanto nella fase liquida. Gli analizzatori possono così misurare l’ossigeno disciolto nel vino (ad esempio cuvetta, botte, manicotto, bottiglia o Bag-in-Box®) nonché l’ossigeno presente in una fase gassosa (spazio di testa di una bottiglia o di un BIB, spazio gassoso di una cuvetta ecc.). Per la realizzazione di queste misurazioni sono stati sviluppati vari accessori.

Che cosa significa TPO?

Il TPO (Total Package Oxygen) rappresenta la quantità totale di ossigeno contenuto nella bottiglia (o nel contenitore BIB) dopo il condizionamento, il cui valore, espresso in mg/L, corrisponde alla somma tra la quantità di ossigeno disciolto nel vino e contenuto nello spazio di testa, come segue:

TPO = DO (concentrazione di ossigeno disciolto) + HSO (concentrazione di ossigeno nello spazio di testa)

Di solito, i valori DO sono il risultato dell’arricchimento di ossigeno durante le operazioni di riempimento o di trasferimento nelle tubazioni della linea, mentre i valori HSO sono più legati alla performance dei sistemi di messa sotto vuoto e/o d’inertaggio che precedono la tappatura della bottiglia.

Come viene calcolato il valore TPO dagli analizzatori NomaSense O2?

Il calcolo del TPO è integrato ed eseguito automaticamente dall’apparecchio tanto per le bottiglie quanto per i Bag-in-Box. Dopo avere inserito nell’apparecchio i dettagli del campione, vale a dire volume della bottiglia o del BIB e dimensione dello spazio di testa, potete misurare l’ossigeno presente nello spazio di testa e l’ossigeno disciolto. NomaSense O2 calcolerà automaticamente il valore TPO e fornirà il risultato in mg/L. Per ulteriori informazioni, scaricate la Nota sull’applicazione n. 1 (per la bottiglia) e la n. 2 (per il Bag-in-Box).

Il valore HSO può essere misurato direttamente in ppm?

L’ossigeno presente nello spazio di testa (HSO), e, in generale, l’ossigeno nella fase gassosa, deve essere misurato in hPa, per evitare le alterazioni indotte da eventuali sbalzi di pressione (vuoto, sovrapressione ecc.). Per definizione, la misura della pressione parziale in hPa non dipende dalla pressione atmosferica utilizzata per la calibrazione. Non è dunque possibile misurare il valore HSO direttamente in ppm mediante l’apparecchio perché, in questo caso, il software calcolerebbe l’ossigeno disciolto nell’acqua.

Com’è possibile che il valore TPO possa essere espresso in ppm se uno dei suoi componenti, HSO, è espresso in hPa?

Nel calcolo del TPO, il valore DO è espresso in ppm e il valore HSO in hPa. L’apparecchio procede, grazie all’elaboratore di TPO integrato, alla conversione del valore HSO in ppm. Il contenuto di HSO è inizialmente riportato in mg grazie alla legge dei gas perfetti. Per ottenere il risultato in ppm (mg/L), la massa di O2 ottenuta è in seguito divisa per il volume di vino nella bottiglia.

È necessario aprire la bottiglia per misurare il TPO?

La misurazione può essere eseguita in modo totalmente non invasivo se effettuata in una bottiglia di vetro trasparente, mediante sensori d’ossigeno incollati all’interno della bottiglia.

È possibile misurare il TPO all’interno di bottiglie in vetro colorato?

Sì. Per effettuare misurazioni all’interno di bottiglie scure, abbiamo sviluppato il campionatore di spazio di testa, un dispositivo che permette di misurare l’ossigeno presente nello spazio di testa. Per ulteriori informazioni su questo accessorio, scaricate la Nota sull’applicazione n. 5.

Occorre attendere una stabilizzazione per misurare l’ossigeno disciolto in una bottiglia o in un BIB?

Si consiglia di attendere 30-40 minuti prima di effettuare la misurazione dell’ossigeno disciolto in una bottiglia o in un BIB, poiché, in queste condizioni, il vino è statico e l’ossigeno deve diffondersi attraverso il sensore per consentire la misurazione.

È possibile accelerare la stabilizzazione?

La stabilizzazione è necessaria solo quando i sensori d’ossigeno sono in un liquido statico. Nel corso di un processo dinamico, il flusso generato riduce il tempo di risposta e l’ossigeno disciolto può essere misurato immediatamente. Se si utilizza una sonda a immersione, è possibile accelerare la stabilizzazione mescolando con la sonda.

Quali fattori possono influenzare la misurazione dell’ossigeno?

La temperatura, la pressione atmosferica e il tasso di zucchero e/o alcolico possono avere un impatto sulla misurazione dell’ossigeno. Tutti questi parametri possono essere compensati grazie all’utilizzo di strumenti integrati nell’apparecchio o dell’elaboratore integrato. Ad esempio, l’effetto della temperatura è compensato dalle misurazioni della temperatura realizzate con la sonda di temperatura PT100 o dopo aver inserito manualmente una temperatura nota; la pressione atmosferica è compensata da un barometro integrato; infine, grazie all’elaboratore integrato, l’apparecchio consente la rettifica automatica dei valori di ossigeno misurati nei liquidi ad alta concentrazione di zucchero e/o alcool.

I sensori sono adatti alla misurazione dell’ossigeno?

I sensori d’ossigeno PSt3 e PSt6 non presentano alcuna sensibilità incrociata nei confronti di anidride carbonica allo stato gassoso, diossido di zolfo, pH né nei confronti delle specie ioniche quali solfuri, solfati, cloruri o salinità. La torbidezza e i flussi di erogazione, anche intensi, non hanno alcuna influenza sulla misurazione. I sensori possono essere utilizzati in miscele a base di acqua e metanolo e/o etanolo nonché in metanolo o etanolo puri. Raccomandiamo di evitare il contatto con solventi organici come acetone, cloroformio o qualsiasi soluzione clorurata, che potrebbe causare il rigonfiamento della matrice del sensore.

Qual è il peso dell’apparecchio?

Gli analizzatori NomaSense O2 P300 e P6000 sono molto leggeri, pesano solo 700 g.

L’apparecchio è impermeabile?

No. L’apparecchio è resistente agli schizzi.

Qual è la precisione delle sonde di temperatura?

Le sonde di temperatura PT100 offrono una precisione di 0,5 °C.

Come si può rimediare se la sonda di misura a immersione è rotta?

Sfortunatamente, una sonda rotta non può essere riparata. Dovrete ordinare una nuova sonda a immersione sul nostro sito facendo clic su questo link.

Qual è il tempo di risposta della sonda di misura?

Il tempo di risposta della sonda di misura dipende dall’ambiente nel quale si effettua la misurazione. In fase gassosa, la sonda necessita di alcuni secondi per stabilizzarsi. In un liquido, senza mescolare con la sonda, saranno necessari 5-10 minuti per stabilizzarsi. Per accelerare il processo di stabilizzazione, si raccomanda di mescolare con la sonda. Per ulteriori informazioni, scaricate la Nota sull’applicazione n. 4.

È possibile trasferire i dati registrati in NomaSense O2?

Tutti i dati registrati nei vari file dell’analizzatore possono essere trasferiti su un computer portatile tramite connessione USB per mezzo del software Datamanager. Questo software permette anche di gestire i parametri di calibrazione.

Quando si utilizza la modalità di misurazione “single scan”?

La modalità di misurazione “single scan” è da utilizzare in caso di misurazione unica. Per avviare una misura, premete sempre il tasto “OK”. Per un utilizzo frequente, raccomandiamo piuttosto di selezionare la modalità “interval scan” che effettua una misurazione ogni 2 secondi (nella parametrizzazione standard). Le misurazioni possono essere interrotte premendo il tasto “OK”.

Come si effettua la calibrazione dei sensori d’ossigeno?

Con NomaSense O2 P300 e P6000, i sensori d’ossigeno (PSt3 e PSt6) e la sonda a immersione sono pre-calibrati. Ogni lotto di sensori riporta un codice QR corrispondente, utilizzato per inserire la calibrazione nell’analizzatore. Per ulteriori informazioni, scaricate la Guida rapida.

È possibile verificare il corretto funzionamento e la corretta calibrazione dei sensori?

Per verificare che i sensori d’ossigeno funzionino correttamente con la calibrazione corrente, basta effettuare una misurazione nell’aria. La temperatura indicata dall’apparecchio deve essere corretta. Se i valori ottenuti sono compresi tra il 20 e 22% d’ossigeno, i sensori d’ossigeno sono ben calibrati. In caso contrario, si raccomanda di rieseguire la calibrazione o di sostituirli. Per ulteriori informazioni sulla ricalibrazione dei sensori, scaricate la Nota sull’applicazione n. 3 o contattateci per l’acquisto di nuovi sensori.

Da quale parte vanno incollati i sensori d’ossigeno alla parete della bottiglia?

I sensori presentano un lato rosa e un lato nero. Il lato rosa deve essere incollato alla parete del recipiente (bottiglia, specula ecc.), mentre il lato nero del sensore deve essere frontale rispetto alla superficie del campione. Scaricate la Nota sull’applicazione n. 1 e n. 2 oppure guardate i tutorial corrispondenti n. 2.2.2 o 2.2.3.

Dove possono essere incollati i sensori d’ossigeno?

I sensori possono essere integrati in qualsiasi recipiente trasparente non fluorescente (vetro o plastica). Vanno bene anche i contenitori la cui trasparenza non sia totale ma quasi (leggermente lattei). Tuttavia, lo spessore della parete del recipiente non deve superare gli 8 mm.

Quale tipo di colla occorre utilizzare?

Con l’acquisto di NomaSense O2 viene fornito un kit contenente una colla siliconica appropriata. Per ordinare questo prodotto, non esitate a contattarci.

Che cosa posso fare se ho toccato i sensori d’ossigeno con le dita?

In caso di contatto accidentale con la pelle, i sensori d’ossigeno non dovrebbero subire alterazioni, tuttavia è meglio evitare tale contatto, poiché l’acidità della pelle può compromettere la stabilità dei sensori.

Le sonde d’ossigeno resistono alle operazioni di pulizia?

I sensori d’ossigeno resistono alle normali operazioni di pulizia che si effettuano in una cantina, a eccezione di quelle che fanno uso di cloro. Tuttavia, l’utilizzo di vapore (140 °C, 1,5 atm) o di soluzioni detergenti (5% NaOH a 90 °C o 3% H2O2) non crea alcun problema.

I sensori sono riutilizzabili?

Sì.

I sensori d’ossigeno sono provvisti di una certificazione di idoneità alimentare?

Sì.

Che differenza c’è tra i sensori d’ossigeno PSt3 e PSt6?

I sensori PSt3, concepiti per l’utilizzo con NomaSense O2 P300, presentano un limite di rilevamento di 15 µg/L (intervallo di misurazione dell’ossigeno disciolto da 0 a 22 mg/L). I sensori PSt6 adatti all’utilizzo con NomaSense O2 P6000 presentano un limite di rilevamento di 1 µg/L di ossigeno disciolto (intervallo di misurazione dell’ossigeno disciolto da 0 a 1,8 mg/L).

 

Per qualsiasi chiarimento riguardante i vecchi modelli di analizzatori NomaSense Prime o Trace, vi invitiamo a contattarci direttamente.