Perché è importante gestire l’ossigeno nello spazio di testa (HSO) delle bottiglie?

Vari studi e verifiche dell’imbottigliamento hanno dimostrato che l’ossigeno presente nello spazio di testa (HSO) può costituire oltre i 2/3 dell’ossigeno totale contenuto nella bottiglia (TPO) dopo l’imbottigliamento. Dal momento che l’ossigeno incide sulle proprietà chimiche e organolettiche del vino, la gestione di questo parametro è di fondamentale importanza.

È vero che i valori di HSO sono più elevati nel caso delle capsule a vite? Perché?

Sì, i valori di HSO sono generalmente più elevati nel caso delle capsule a vite. Le bottiglie chiuse con capsule a vite presentano un volume dello spazio di testa maggiore rispetto a quelle con tappi cilindrici. pertanto possono incamerare una maggiore quantità di ossigeno. La capsula a vite è uno spazio vuoto contenente aria che crea una fonte aggiuntiva di ossigeno quando viene applicata al collo della bottiglia. D’altra parte, è difficile eliminare l’aria contenuta nella capsula al momento della sua applicazione sulla bottiglia.

L’ossigeno dello spazio di testa (HSO) reagisce con il vino?

Sì, l’ossigeno presente nello spazio di testa tende a disciogliersi nel vino e a reagire con i composti del vino influenzandone le proprietà chimiche e organolettiche.

Come funziona NomaLine HS 6000?

NomaLine HS 6000 inietta azoto (o qualsiasi altro tipo di gas inerte o miscela gassosa) sia nel collo della bottiglia sia all’interno della capsula a vite, permettendo così l’inertaggio adeguato dello spazio di testa. Il sistema d’iniezione del gas è progettato per creare un vortice che evacua in modo molto efficace sia l’aria imprigionata nel collo della bottiglia sia l’aria contenuta nella capsula.

Quale tipo di gas inerte può essere utilizzato?

È possibile utilizzare qualsiasi tipo di gas inerte o di miscela gassosa.

Qual è la pressione minima del gas inerte necessaria?

La pressione minima raccomandata per il gas inerte è di 2 bar.

I due flussi d’iniezione del gas sono indipendenti?

Sì, la capsula e il collo della bottiglia possono essere inertati separatamente attraverso due circuiti d’iniezione distinti e indipendenti. Ogni erogazione può essere regolata in maniera indipendente per raggiungere, sia per il collo sia per l’interno della capsula, il livello di inertaggio desiderato.

Il consumo di gas inerte è ottimizzato?

Sì. Viene utilizzata soltanto la quantità minima di gas necessaria. In effetti, le erogazioni di gas si interrompono quando la linea si arresta. La tecnologia NomaLine HS 6000 permette così di consumare meno gas senza rinunciare a una maggiore efficacia.

Quale livello di inertaggio si può raggiungere nello spazio di testa con NomaLine HS 6000?

L’ossigeno dello spazio di testa può essere ridotto fino al 2-3%, rasentando così livelli minimi di 0,5 mg/L.

Come vengono regolate le erogazioni di gas inerte?

La regolazione del sistema si basa sulle misurazioni effettuate con il nostro analizzatore d’ossigeno NomaSense O2, che permette di misurare la concentrazione d’ossigeno nello spazio di testa. Le erogazioni di gas inerte vengono regolate in base alle bottiglie, alle capsule e alla velocità della linea fino al raggiungimento dei valori target definiti per la quantità di ossigeno nello spazio di testa.

Nomaline HS 6000 può essere montato su una linea d’imbottigliamento esistente?

Sì, NomaLine HS 6000 può essere montato su una linea d’imbottigliamento esistente. Tuttavia, è necessaria una valutazione preliminare per verificarne la compatibilità con questa linea. Per valutare la compatibilità del sistema NomaLine HS 6000 con la vostra linea d’imbottigliamento, non esitate a contattarci.

Qual è la produttività massima compatibile con NomaLine HS 6000?

NomaLine HS 6000 può essere utilizzato su linee d’imbottigliamento con una produttività fino a 6.000 bottiglie/ora.

È possibile superare la produttività di 6.000 bottiglie/ora?

Sì, ma è necessaria una valutazione preliminare della linea esistente.

Qual è la differenza tra NomaLine HS 6000 e gli altri sistemi?

I sistemi basati sull’aggiunta di azoto liquido nel vino sono più difficili da regolare e da utilizzare (i parametri si adattano con maggiore difficoltà ai ritmi della produzione). Inoltre, l’azoto liquido può creare una sovrapressione nello spazio di testa dopo l’avvitamento, che può provocare delle fuoriuscite di vino. I sistemi basati sull’iniezione di gas in continuo sono meno efficaci (l’inertaggio massimo raggiunto è di 1,5 mg/L nello spazio di testa) e consumano di più.

È possibile utilizzare qualsiasi tipo di capsula a vite e di bottiglia?

Sì, è possibile utilizzare bottiglie di qualsiasi tipo (PET, vetro) e dimensione nonché qualsiasi tipo di capsula.

NomaLine HS 6000 necessita di manutenzione periodica?

No.

NomaLine HS 6000 favorisce la riduzione dopo l’imbottigliamento?

No. I nostri studi hanno dimostrato che la quantità di ossigeno al momento dell’imbottigliamento ha un’influenza marginale sul fenomeno della riduzione. In effetti, la riduzione si verifica dopo un certo lasso di tempo durante lo stoccaggio della bottiglia ed è influenzata in misura minima dall’ossigeno apportato al momento dell’imbottigliamento. L’ossigeno che penetra attraverso la chiusura (se troppo debole) ha un impatto molto maggiore sul fenomeno della riduzione.

Che cosa significa TPO?

Il TPO  (Total Package Oxygen) rappresenta la quantità totale di ossigeno contenuto nella bottiglia (o nel contenitore BIB) dopo il condizionamento, il cui valore, espresso in mg/L, corrisponde alla somma tra la quantità di ossigeno disciolto nel vino e contenuto nello spazio di testa, come segue:

TPO = DO (concentrazione di ossigeno disciolto) + HSO (concentrazione di ossigeno nello spazio di testa)

Di solito, i valori DO sono il risultato dell’arricchimento di ossigeno durante le operazioni di riempimento o di trasferimento nelle tubazioni della linea, mentre i valori HSO sono più legati alla performance dei sistemi di messa sotto vuoto e/o d’inertaggio che precedono la tappatura della bottiglia.

Qual è il valore ottimale del TPO?

L’obiettivo è mantenere il valore TPO il più basso possibile. Per i vini con livelli di solfiti convenzionali, si raccomandano TPO inferiori a 2 mg/L. Per i vini senza aggiunta di solfiti o a basso tenore di solfiti, si raccomandano TPO inferiori a 1 mg/L.

Perché il valore TPO deve essere basso?

Più bassa è la quantità di ossigeno nella bottiglia, maggiore sarà la stabilità del vino nel tempo. Valori bassi del TPO consentono, infatti, di evitare un’ossidazione prematura, preservare gli aromi del vino e ridurre il tenore di solfiti fino a eliminarlo del tutto.