Il controllo naturale: i tappi Nomacorc sui vini naturali

Alcuni viticoltori sono preceduti dalla loro fama: Frank Cornelissen è uno di questi.

Quando si trascorrono un paio d’ore con lui, all’interno dell’azienda vinicola o nei vigneti, non si può che raccogliere una quantità inesauribile di dichiarazioni. 9-17_NatrualWines3Cornelissen ha solide convinzioni su qualsiasi questione, dal disprezzo dell’utilizzo del sughero di quercia (“Amo gli alberi; preferisco lasciare il legno al suo posto”) e dell’acciaio inossidabile (“Userei il titanio se avesse un prezzo accessibile”) alle preparazioni biodinamiche (“Non dovrebbero essere utilizzate in modo sistematico, ma soltanto come trattamento curativo”). Alla domanda se fosse un produttore di vino “naturale”, ha lanciato una frecciatina: “Io non produco vino naturale, produco semplicemente vino privo di sostanze aggiunte”.

Cornelissen ha rifuggito l’utilizzo di solfiti e altri additivi per la vinificazione sin da quanto ha intrapreso il suo progetto, sulle pendici dell’Etna in Sicilia nel 2001. È diventato tristemente famoso per il suo approccio purista, quasi fanatico e il suo feroce intelletto.

Ma la sua ossessione è stata anche il carburante di un’evoluzione costante del processo di vinificazione all’interno della sua azienda vinicola funzionale e concreta. Lavorare senza l’utilizzo di solfiti richiede un approccio rigoroso. Le anfore spagnole originali non rivestite hanno ceduto il passo ai recipienti rivestiti in resina epossidica i quali, a tempo debito, lasceranno spazio alle uova di cemento. L’igiene resta l’aspetto cruciale per la lotta alle infezioni o alla presenza di batteri indesiderati nei vini; l’arma d’elezione di Cornelissen è l’aria ionizzata.

I vini che produce variano da sapori rustici e assertivi per le varietà da tavola (Susucaru, Contadino e MunJebel Rosso e Bianco) agli imbottigliamenti mono-vigneto complessi e particolarmente ricercati MunJebel, fino a Magma, il top di gamma dal Nerello Mascalese. Sono vini brutalmente genuini, sobria espressione del terroir estremo dell’Etna e delle condizioni dell’annata, nel bene e nel male.

Cornelissen non ama correre rischi, per cui quando nel 2005 ha riscontrato problemi9-17_NaturalWines2_Woolf di qualità con vasti lotti di tappi di sughero, ha intrapreso delle ricerche in materia di tappi alternativi. I tappi a corona si sono rivelati buoni sotto il profilo della freschezza, ma meno buoni sotto quello dell’evoluzione. Anche i tappi di vetro sono stati esclusi per la somiglianza con i tappi di plastica sottili. “Francamente preferisco che una bottiglia sia chiusa con un tappo da 43 millimetri, piuttosto che da un semplice O-ring da 2 millimetri”, ha affermato.

Oggi tutti i vini di questa azienda sono chiusi con tappi Nomacorc, a eccezione di Magma. Per Cornelissen non è soltanto una scelta valida per la conservazione del vino e la limitazione delle variazioni all’interno della bottiglia, ma ha anche meriti dal punto di vista ambientale, fattore molto importante nella sua etica.

Cornelissen non è l’unico viticoltore poco interventista che utilizza tappi Nomacorc. Anche Hirotake Ooka, improbabile viticoltore giapponese e fondatore di Domaine de la Grande Colline a Saint-Péray, vi si è convertito, così come Catherine Roussel e Didier Barrouillet di Domaine Clos Roche Blanche nella regione della Loira. Tutti questi produttori svolgono le loro attività in modo biologico o biodinamico, senza aggiungere solfiti. In più, condividono la passione per l’autenticità e la genuinità nei metodi di produzione, che si estende anche all’uso dei processi più sostenibili ed ecologici possibili.

Produrre il vino in questo modo è un po’ come camminare su una fune: non impossibile, ma complesso e richiede tanta pratica e dedizione. Le incertezze abbondano: quale sarà l’influenza del clima sulla prossima annata? La fermentazione procederà senza problemi? La fermentazione malolattica avverrà abbastanza velocemente? Dei batteri indesiderati si insinueranno da qualche parte?

Non ho difficoltà a immaginare che dopo aver affrontato tutte queste incertezze, un tappo garantito al 100% sia una vera e propria “manna dal cielo”.

Chi è l’Autore

Specialista di vini biologici, biodinamici e naturali, Simon Woolf è un premiato scrittore di vino che opera ad Amsterdam, e il suo blog si intitola The Morning Claret.

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