Note dalla cantina: assaggiando il Pinot Noir “Shea Vineyard” 2007 di Ken Wright Cellars

 

Ken Wright, pioniere del Pinot Noir, ora è diventato anche un vero e proprio ragazzo copertina. In un recente numero di Wine Spectator, infatti, è apparso un servizio speciale che lo descriveva come “Il Signore del Pinot Noir nell’Oregon”. È solo l’ultimo di una lunga lista di soprannomi che include, tra gli altri, “Terroirista” e “L’uomo che sussurrava ai Pinot”.

Wright si è imposto nella Willamette Valley già 30 anni fa. Dopo la lunga esperienza presso le Panther Creek Cellars, specializzate in Pinot Noir dell’Oregon, si è ritagliato uno spazio personale nel 1994, quando ha lasciato l’incarico per fondare la propria azienda vinicola, la Ken Wright Cellars, a Carlton.

Wright oggi produce dodici Pinot Noir mono-vigneto e, grazie alla sua conoscenza approfondita della regione, svolge anche attività di divulgazione sul terroir dell’Oregon e sulla diversità dei suoi microclimi.

Di recente ho assaggiato il Pinot Noir Shea Vineyard della sua azienda, annata 2007, per constatarne lo sviluppo a 7 anni dall’imbottigliamento.7-16_2007Pinot

Anche se la fredda annata 2007 dell’Oregon è stata inizialmente stroncata dalla critica, nel corso del tempo è diventata sempre più apprezzata dagli amanti dei Pinot. Racchiusa tra due annate stranamente calde, è un esempio di come un clima più fresco e la maggiore acidità che ne risulta possano permettere a un vino di invecchiare con grazia e delicatezza.

Il vino è un perfetto esempio dello stile Ken Wright e conserva ancora sentori di fragole disidratate, scorza d’arancia essiccata, pepe verde ed erbe aromatiche, che galleggiano su ciliegie flambé e su una nota che ricorda una lussureggiante foresta ricoperta di funghi selvatici e legno di cedro.

Il vino mostra anche le caratteristiche tipiche del vigneto da cui è stato prodotto: ritroviamo infatti tutti i profumi tipici dello Shea Vineyard, tra cui quelli di frutti rossi scuri, petali di rosa, legno di cedro e amarena. Dopo diverse ore, il Pinot sprigiona aromi di ciliegia scura, semi di finocchio e fichi secchi, insieme a note di mora e bacche scure, con un tocco di fumé sul finale. Sarebbe un vino fantastico per accompagnare piatti a base di trota o salmone, così come petto d’anatra affumicato al tè.

Si tratta di un meraviglioso esempio di come un’annata possa, contro ogni aspettativa, diventare davvero memorabile. Imbottigliato con tappi Nomacorc Classic+, questo vino e la sua invecchiabilità sono la prova che anche i moderni tappi sintetici sono fatti per restare.

Si ringrazia per le foto: Ken Wright Cellars e Cellar Tracker.

Chi è l’Autore

Nata a San Francisco, Thea Dwelle ha scrittrice di vino sul suo blog Luscious Lushes dal 2008. Mentre affinando la sua conoscenza sul vino con la sua CWA (California Wine Denominazione Specialist) e CSW (in corso), lavora come consulente di software per il business del vino e parla su diversi temi come il vino, la tecnologia e il turismo del vino in varie conferenze. Thea ha anche co-fondato la borsa di studio Wine Bloggers Conference, che prevede sovvenzioni per portare nuovi digital wine writer per l'annuale North American Wine Bloggers Conference.

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