La passione incontra la praticità nei programmi di formazione del personale addetto al vino

Cosa vi piace, per davvero, del vostro lavoro? Se siete viticoltori, probabilmente si tratta delle passeggiate nei vigneti, a testare la maturità delle uve mentre si dirada la nebbia mattutina. Se vi occupate di vendite, forse è l’ebbrezza del diffondere il verbo del buon vino alle masse assetate. Per i sommelier? Potrebbe essere l’estasi visibile sul volto di un ospite quando porta alle labbra il primo sorso di vino.

Qualunque sia la cosa che amate di più, sentite la necessità di condividerla. Se lavorate per un marchio di vino, naturalmente vorrete che anche i vostri colleghi e subordinati condividano tale amore. La passione contagiosa per il proprio lavoro non rinforza solo il team, ma anche e soprattutto il vostro marchio.

Ma l’amore e la passione possono funzionare solo fino a un certo punto. Le ragioni per curare la preparazione del personale sono soprattutto pratiche, prima che romantiche. Se volete che il vostro corso di enologia abbia successo, avrete bisogno anche di una strategia per la formazione del personale incentrata in particolare sul vino, sul servizio dei vini e sullo sviluppo organolettico.

Yvon Chouinard, pioniere, avventuriero e fondatore dell’azienda produttrice di attrezzature outdoor Patagonia, ripeteva sempre: “Più sai, meno ti serve”. In altre parole, un aumento delle conoscenze, vostre e del vostro team, può aiutare la vostra azienda a operare in maniera più efficiente. La formazione ha un impatto positivo sia sul rendimento che sulla fidelizzazione del personale.6-30_StaffTraining_Cook

Volete delle prove? Eccone alcune.

  • Secondo Harvard Business Review, la formazione del personale da sola migliora il rendimento del 22%, mentre quando è integrata dal coaching può migliorare la performance anche dell’88%.
  • In uno studio condotto dall’agenzia di collocamento Spherion Atlantic Enterprises, il 61% dei rispondenti a cui erano stati offerti corsi di sviluppo professionale affermavano che molto probabilmente sarebbero rimasti con il loro datore di lavoro attuale per almeno altri cinque anni.

Matt Fern crede fermamente nella formazione del personale. Gestore e partner di lunga data in AC Restaurant Group a Raleigh nella Carolina del Nord, Fern ha visto la propria attività crescere in maniera esponenziale e ora dirige il programma bevande per sette ristoranti.

Fern afferma: “Il divertimento per me consiste nel prendere qualcuno con scarsa o addirittura nessuna conoscenza in materia di vino e mostrargli che non solo può imparare qualcosa su questa piacevole bevanda, ma può anche diventare un vero e proprio campione in merito”. “Il vantaggio più ovvio della formazione è l’aumento delle vendite, ma quello un po’ meno ovvio è la capacità di instaurare un rapporto di fiducia con gli ospiti abituali”.

È proprio questa dinamica di fiducia, insieme a un inimitabile menu di piatti, vini e cocktail, che ha reso AC Restaurant Group la punta di diamante del Sud-est degli Stati Uniti nell’ambito culinario. Nel 2014, lo chef Ashley Christensen ha portato a casa un James Beard Award. Evidentemente, Fern e il suo staff ci hanno visto giusto.

Prima di tuffarsi

Un programma di formazione del personale addetto al vino offre di certo molti vantaggi, ma bisogna fare attenzione ad alcuni aspetti prima di lanciarsi in questa attività. Innanzitutto, qualsiasi programma deve avere un obiettivo preciso. Se non è allineato alla mission della vostra azienda, potrebbe rivelarsi una perdita di tempo e denaro e allo stesso tempo creare frustrazione all’interno del team. Inoltre, il programma formativo non dovrebbe influenzare negativamente la produttività giornaliera. Monitorate i vostri dipendenti per assicurarvi che l’attività formativa li faccia sentire coinvolti, non distratti o stressati.

Infine, siate consapevoli del fatto che i dipendenti ben addestrati sono più appetibili per la concorrenza. Questa non è una ragione per non impegnarsi nella formazione del personale: significa semplicemente che sarà necessario considerare di sviluppare un sistema di incentivi per non lasciarsi sfuggire il personale più qualificato. Inoltre, i dipendenti che sentono che l’azienda sta investendo energie su di loro tendono a essere più soddisfatti e quindi più fedeli. Christian Oggenfuss, fondatore e funzionario capo della formazione della nuova Napa Valley Wine Academy, concorda: “Uno staff ben formato tende a restare con la stessa azienda più a lungo”.

Chi dovrebbe ricevere la formazione?

Una fase fondamentale nella costruzione di un programma di formazione è decidere chi saranno i destinatari. Antoinette Morano, esperta di scienze sensoriali di Nomacorc, è stata assunta nel 2003 per monitorare la qualità dei prodotti e le reazioni dei consumatori in merito. Per lei la formazione è diventata da subito una priorità. Dapprima Morano ha iniziato a lavorare con le aziende produttrici delle materie prime utilizzate da Nomacorc, per ottenere immediati vantaggi in termini di prodotto. Quindi ha proseguito con la formazione del personale interno di Nomacorc.

Inevitabilmente, i dipendenti mettono in campo diversi punti di forza, ma anche alcune debolezze. Se Morano è una degustatrice eccezionale (un vantaggio ovvio in questo lavoro), alcuni tra coloro che sognano una carriera nel settore del vino hanno abilità sensoriali limitate a causa di condizioni fisiche o abitudini che compromettono il sistema olfattivo e quello digerente. Per capire davvero le attitudini del personale, Morano accompagna ogni membro dello staff attraverso 30 ore di valutazioni iniziali, testandone la capacità di rilevare sapori quali dolce, salato e amaro e difetti come il TCA e l’ossidazione. “In questo modo possiamo individuare quali sono le carenze”, afferma Morano.

Anche la condizione del dipendente è un fattore chiave nel determinarne l’idoneità a ricevere formazione. Alcune organizzazioni sono piatte, con poca attenzione alle gerarchie, molte invece scelgono di investire di più nei dipendenti che ricevono uno stipendio fisso che in quelli retribuiti a ore. È meglio identificare i leader all’interno della vostra azienda e investire su di loro: si tratta di individui che possono costituire una grande risorsa per tutto il team.

 

Che tipo di formazione offrire?

Una carriera nel settore del vino richiede un miscuglio di abilità professionali e tecniche. Quali di queste sono più importanti per voi e per i vostri dipendenti? Quali 6-30_StaffTrainingOnline_Cookcertificazioni o programmi sono più adatti? Christian Oggenfuss afferma che presso la Napa Valley Wine Academy “la maggior parte sceglie il corso WSET (Wine & Spirit Education Trust) oppure CSW (Certified Specialist of Wine), per poi utilizzare le competenze acquisite per formare gli altri membri del personale delle rispettive aziende”.

Entrambi i programmi sono abbastanza generali da offrire una buona base di conoscenze in materia di vino. Il team di gestione può quindi occuparsi dei dettagli che riguardano in particolare il posto di lavoro, che si tratti di un’azienda vinicola, un ristorante, un rivenditore o un’altra attività operante nel settore del vino. La Napa Valley Wine Academy crea inoltre piani di formazione personalizzati per le aziende vinicole e i distributori, aggiunge Oggenfuss.

Anche i corsi di formazione online sono una buona opzione. In genere sono diretti ai professionisti impegnati che vogliono completare il corso in fretta e senza dover necessariamente presenziare in aula. I corsi online sono particolarmente adatti per chi si occupa di vendite ed è sempre di corsa, per i camerieri con turni difficili o consecutivi e per lo staff delle aziende vinicole nelle stagioni di vendemmia più intense e laboriose.

Alcune scelte in termini di sviluppo del personale sono ovvie. Ad esempio, un’azienda vinicola avrà certamente bisogno di formazione in materia di ospitalità per il personale della sala di degustazione. Tuttavia, a volte pensare fuori dagli schemi paga. Un amministratore delegato potrebbe partecipare a un campo di addestramento per la vendemmia. Un assistente amministrativo potrebbe espandere i propri orizzonti con un corso sul servizio dei vini. Chiedere ai dipendenti qualcosa di diverso è un modo per invitarli a svolgere il proprio ruolo specializzato con una prospettiva più ampia. Il risultato per l’azienda? Una forza lavoro più coinvolta e produttiva.

 

Quale investimento?

Per un programma di formazione del personale addetto al vino, è necessario decidere che tipo di investimento finanziario la propria azienda è disposta a intraprendere. I costi saranno suddivisi tra il dipendente e l’azienda? L’azienda rimborserà solo le lezioni o anche il vino, i libri e le altre spese relative al corso? Saranno previsti aumenti per il personale che completa la formazione e riceve la certificazione? Un investimento più consistente da parte dell’azienda può migliorare il morale dei dipendenti, ma i dipendenti che pagano personalmente la propria formazione a volte si sentono più coinvolti e quindi si impegnano di più.

Matt Fern dell’AC Restaurant Group è particolarmente interessato alle implicazioni finanziarie dei programmi di formazione. “La sfida della formazione interna all’azienda è rappresentata dai costi sostenuti per raccogliere il team in una stanza e stappare bottiglie per loro”, afferma, anche se aggiunge subito: “ovviamente è una parte incredibilmente importante del programma, dato che il modo migliore per imparare è assaggiare”. Nel corso del tempo, tuttavia, alcuni dei membri del suo staff sono diventati così entusiasti di imparare che hanno fatto della degustazione un’attività extracurricolare, svolgendo sessioni aggiuntive anche a casa e quindi addossandosi parte delle spese.

Non importa dove avvenga la formazione, quello che conta è che il team di gestione monitori il programma per assicurare che l’investimento di vino e di tempo dia i suoi frutti. “È necessario trovare un modo per avere dei risultati in termini di bilancio”, afferma Fern.

 

Battere il ferro finché è caldo

A volte basta solo indicare ai dipendenti la direzione giusta, eleggere una guida per il personale che possa fornire agli altri l’accesso a risorse formative e assicurarsi che anche questa figura sia sempre al passo per quanto riguarda gli eventi del settore. La newsletter aziendale è un altro ottimo modo per annunciare i corsi disponibili presso aziende vicine, università locali e altri enti di formazione.

Ecco alcuni suggerimenti in più per integrare la formazione nel vostro luogo di lavoro.

  • Prendete in considerazione l’idea di svolgere piccole degustazioni durante le riunioni.
  • Nel corso di ogni sessione di degustazione, concentratevi su una singola varietà o regione: questo permetterà ai partecipanti di focalizzarsi su un’unica idea chiave, consentendo di rafforzare meglio quanto appreso.
  • Fornite informazioni generali e un quadro di riferimento per il materiale presentato: se si tratta di una degustazione, parlate delle origini e della storia del vino; se si tratta di un corso di formazione sull’ospitalità, provate qualche gioco di ruolo e presentate alcune teorie per spiegare il comportamento dei clienti.
  • Chiedete a ciascun dipendente di contribuire in qualche modo, magari suggerendo un vino per la degustazione o aiutando con i preparativi logistici della lezione.
  • Assegnate dei compiti a casa e assicuratevi che vengano svolti regolarmente. Fornite il materiale prima di ogni lezione e chiedete ai partecipanti di arrivare già con almeno una domanda pronta. Quindi congedatevi con dei compiti per la lezione successiva.

Quando le opportunità di formazione sono ben presenti nella mente dei dipendenti ed è chiaro che gli attribuite valore, il personale è maggiormente propenso ad agire di conseguenza e la passione per l’apprendimento diventa più facilmente parte della vostra cultura aziendale.

Foto per gentile concessione di Total Learning, The Westminster Collection e WSET.

Chi è l’Autore

Grazie a un decennio di esperienza nell'editoria e nelle arti, Amy Bess è una vera entusiasta dell'imprenditoria creativa. Con una passione di vecchia data per la scrittura, Amy Bess firma articoli sulla vita a Sonoma e sui trend del settore del vino per varie pubblicazioni. Ha anche un blog personale, Cavalier Career.
Dal 2009 si serve del suo fiuto per gli affari in qualità di responsabile delle comunicazioni e delle operazioni presso Tin Barn Vineyards. Con particolare attenzione all'ambito comunicativo, supporta la gestione di quasi ogni aspetto delle operazioni aziendali. In un giorno qualunque potreste trovarla a lavorare sul design delle etichette, campionare le vigne, curare la redazione di materiale marketing o organizzare la prossima festa in azienda.

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