Il vino del tralcetto: Cantina Zaccagnini Montepulciano d’Abruzzo

Quando, molti anni fa, visitai l’Italia, rimasi sorpreso di trovare arance al mercato con le foglie ancora attaccate. Non avevo mai visto una cosa simile negli Stati Uniti e osservai i clienti nei negozi italiani esaminare attentamente la qualità delle foglie prima di tastare e di annusare le arance.Zaccagnini-Bottle

La Cantina Zaccagnini produce una linea distintiva di vini con un rametto della vite (tralcetto) avvolto attorno al collo di ciascuna bottiglia. Ci si potrebbe chiedere come l’azienda possa affrontare il sacrificare la vigna a scopo di marketing, ma resteremmo sorpresi nell’apprendere quanti tagli e potature siano necessari per produrre un buon raccolto. Tradizionalmente, le viti secche sono usate come legna per le griglie, mentre in Grecia e nei paesi del Medio Oriente, le foglie vengono usate per i dolmas, foglie di vite stufate.

Montepulciano d’Abruzzo si trova lungo l’Adriatico a metà strada verso il tacco e le uve per questo vino ne portano il nome. Per chi non parla italiano, appare un po’ come uno scioglilingua e negli ultimi dieci anni, da bevitore di questo vino, l’ho spesso sentito nominare da venditori e clienti, semplicemente “twig wine” o “stick wine” (vino del tralcetto o vino del rametto). L’etichetta reca il nome in caratteri corsivi manoscritti e mi è piaciuto cambiare la destinazione d’uso dei miei vuoti riempiendoli con olio d’oliva o aceto per dare un tocco di charme del Vecchio Mondo alla mia cucina suburbana americana.

2011 Cantina Zaccagnini

Il Vino “dal Tralcetto”

100% Montepulciano d’Abruzzo

13% grado alcolico in volume

300.000 bottiglie prodotte annualmente

Il vino presenta accese note di fragola e lampone al naso ed è piacevolmente acidulo e tanninico al palato. L’acidità stabile e il finale lungo lo rendono particolarmente adatto ai salumi, ma anche a carni di maiale grigliate.

Il prodotto attualmente in distribuzione è tra i primi a utilizzare il tappo Nomacorc Select® Bio realizzato in canna da zucchero e privo di impronta di carbonio.

Chi è l’Autore

Da sempre residente a Memphis, in Tennessee, Ben Carter scrive articoli di enogastronomia per il web dal 2005. Ha esordito con il blog Benito’s Wine Reviews, scrivendo inoltre per Serious Eats, Snooth, Palate Press. È apparso anche sul Wall Street Journal. Di giorno lavora per una grande azienda, nel Controllo Qualità.

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