Vino rosso, un sogno tutto verde: sostenibilità in Toscana grazie al tappo senza impronta di carbonio.

A volte, una buona collaborazione ti può aiutare a metterci “un tappo sopra”.

È successo al viticoltore italiano Nicola Biasi, alla ricerca di un tappo adatto per il suo Rubio, un vino rosso prodotto nell’azienda vinicola San Polo, una delle migliori in SanPolo_Support2Toscana.

Il Rubio, un IGT toscano, è fondamentalmente un Sangiovese. L’azienda vinicola produce, inoltre, il Mezzopane (una miscela superlativa di uve Sangiovese e Merlot), il Rosso di Montalcino ottenuto al 100% da uve Sangiovese, il Brunello di Montalcino e il Brunello di Montalcino Riserva.

In stretta collaborazione con il team commerciale italiano di Nomacorc, Biasi ha svolto numerosi test sui tappi alternativi Select di Nomacorc. I risultati sono stati soddisfacenti: non ha riscontrato problemi quali il “sapore di tappo” e il controllo dell’ossigeno è avvenuto con assoluta precisione scientifica.

Tuttavia, quale viticoltore in una regione vinicola storica, ha dovuto affrontare alcuni ostacoli nel passaggio a Nomacorc. Spesso, i clienti si aspettano che il tappo di un vino toscano sia in sughero naturale, ma solo perché è tradizione che sia così. Inoltre, i regolamenti locali vietano l’utilizzo di tappi sintetici sul leggendario Brunello di Montalcino. Tuttavia, una modifica dei regolamenti in questione dell’estate scorsa ha autorizzato l’utilizzo di tappi sintetici per il Rosso di Montalcino.

Ecco cosa ci racconta Olav Aagaard, ricercatore principale di Nomacorc in Belgio. Eravamo nel febbraio 2013 ed erano passati solo alcuni mesi dal lancio di un nuovo SanPolo_Support5prodotto, il Select Bio di Nomacorc, realizzato in bio-etanolo ricavato dallo zucchero di canna: il primo tappo sintetico senza impronta di carbonio.

In compagnia del team commerciale italiano, Aagard ha visitato l’azienda vinicola di San Polo, che si estende su una collina dalla quale si gode un’incantevole e ampia vista sul paesaggio toscano. “Un panorama mozzafiato”, ricorda. “Appena si mette piede in questa azienda vinicola, non si può fare altro che rimanerne sbalorditi”.

La domanda che si è posto Aagard è stata: cosa abbiamo da offrire a queste persone?

Ma una buona collaborazione, continua Aagaard, nasce da tre punti fondamentali: fiducia, condivisione dei rischi e condivisione dei risultati. San Polo e Nomacorc avevano già instaurato una relazione di fiducia reciproca avviando test sulla linea Nomacorc Select. Era arrivato il momento di passare alla condivisione dei rischi e dei risultati.

Nonostante il tappo Select Bio non fosse ancora ufficialmente in commercio, Aagard lo ha proposto a Biasi e al suo team.

“L’interesse è stato immediato,” ricorda. “E non solo dal punto di vista della produzione, ma anche a livello di marketing”. Questa tipologia di chiusura si è rivelata eccellente non solo per la qualità del vino, ma perché soddisfa i criteri di sostenibilità nella produzione del vino e del relativo confezionamento”.

La sostenibilità è uno degli obiettivi chiave di San Polo, acquistata nel 2007 da Marilisa Allegrini, proprietaria dei Allegrini Estates, e da Leonardo LoCascio, dirigente di Winebow, una società statunitense importatrice e distributrice di vini. L’azienda vinicola dispone di una cantina sotterranea con gallerie che raffreddano l’aria prima di rilasciarla SanPolo_Support3nell’ambiente e di soffitti curvi che dirigono l’aria calda ai lati dei locali, da dove viene espulsa attraverso condotte sopraelevate. Una sorgente sotterranea aiuta a mantenere la temperatura fresca. I vigneti sono coltivati con criteri biologici e l’etica improntata alla sostenibilità si estende anche al confezionamento. Infatti, le etichette vengono stampate su carta riciclata, vengono impiegate bottiglie di vetro più leggere per ridurre il peso del carico e quindi il consumo di carburante del mezzo di trasporto, e persino le scatole sono in materiale riciclato.

Nel 2013, l’azienda vinicola ha ottenuto la rara certificazione CasaClima Wine Certification, concessa sulla base di rigidi criteri di valutazione della sostenibilità ecologica, ambientale ed economica, come prima azienda vinicola toscana e seconda al mondo a ricevere tale riconoscimento.

Biasi ha deciso in seguito di provare il Select Bio sul Rubio. Ah, un piccolo particolare: l’ha voluto subito.SanPolo_Support1

La relazione si basava sulla fiducia. A quel punto, Nomacorc ha deciso di accelerare i tempi e di produrre un lotto speciale di Select Bio per il Rubio di San Polo. “Avevano fiducia nel prodotto. Avevano fiducia in noi e noi avevamo fiducia in loro”, afferma Aagaard.

In seguito all’imbottigliamento, il ritorno pubblicitario fu reciproco. San Polo enfatizzava il fatto che il nuovo tappo per il Rubio fosse un nuovo prodotto di Nomacorc; Nomacorc, a sua volta, annunciava il lancio del nuovo Select Bio sottolineando che il Rubio fosse il primo a inaugurarlo.

“Mostravamo questa bottiglia praticamente a chiunque, racconta Aagaard.

Il lancio del nuovo tappo si è guadagnato 350 citazioni nei media di tutto il mondo e diversi riconoscimenti per l’innovazione. “Cerchiamo di instaurare una relazione con i viticoltori”, dichiara Aagaard. “Si tratta di condivisione, comunicazione e orgoglio del prodotto”. Questa felice collaborazione venne festeggiata quando l’azienda San Polo coinvolse Nomacorc in un evento dedicato ai clienti del settore vinicolo. Aagaard non aveva mai ricevuto un tale invito in passato. “Hanno riconosciuto il nostro ruolo nella vendita del loro vino”, ricorda.

Nomacorc ha ora lanciato la seconda generazione del Select Bio, che presenta la stessa capacità di gestione dell’ossigeno e la stessa impronta senza carbonio della linea precedente, ma differisce al tatto e alla vista tanto da ricordare il sughero naturale.

Biasi e il suo team stanno valutando se espandere l’impiego del Select Bio alla loro azienda vinicola associata Poggio Al Tesoro, che produce Vermentino. Biasi afferma: “Ora ho qualcosa in più da raccontare ai clienti. È un argomento molto convincente, soprattutto in questo settore che si dimostra sempre più interessato a un approccio ecologico”.

Aagaard si è dichiarato sorpreso di quanto il Select Bio sia in grado di stimolare le conversazioni con i clienti interessati a un approccio sostenibile. Di norma, le persone non prestano molta attenzione ai tappi, a meno che, ovviamente, non smettano di fare il loro dovere. A parte ciò, solo chi è interessato alla tecnica approfondisce la questione dell’ingresso e della fuoriuscita di ossigeno. E cosa ne pensate di un tappo affidabile ed ecologico? Pare che questo sia un buon inizio per le conversazioni, praticamente con chiunque.

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