A tavola con il produttore di vino: Pam Starr

Pam Starr studia enologia alla UC Davis, conseguendo nel 1984 la laurea in scienze della fermentazione. Nei successivi 18 anni da enologa diventa assistente del viticoltore fino a occuparsi in prima persona della vinificazione presso Spottswoode Vineyard nella Napa Valley. Nel 1997 Pam incontra Charlie Crocker, proprietario di un’azienda vitivinicola storica a St. Helena con vigneti di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. I due decidono di unire le proprie forze creando la Crocker & Starr.

Da allora, la casa vinicola ha acquisito un’ottima reputazione per i suoi vini in stile bordolese, tra cui il Sauvignon Blanc, il Cabernet Sauvignon, il Malbec e il Cabernet Franc. Poco tempo fa, ho chiesto a Pam di raccontarci la sua storia e la sua vita nel paese del vino.

 

D: Puoi descriverci il corso di enologia della UC Davis negli anni Ottanta?

R: La priorità dell’UCD era formare degli scienziati piuttosto che dei vinificatori. Le scienze della fermentazione erano fungevano da collegamento tra la facoltà di scienze dell’alimentazione e quella di enologia. Il mio scopo era laurearmi per poi frequentare la scuola per dentisti. Dopo la laurea, mentre studiavo per superare l’esame di ingresso della scuola per dentisti, ho fatto un tirocinio di 8 mesi presso una casa vinicola di Sonoma appena aperta. Da allora non sono più tornata sui miei passi!

 

D: Da cosa nasce il tuo interesse per i vitigni e uvaggi bordolesi?PamStarr

R: Più di trent’anni fa, quando ho messo piede per la prima volta nel mondo del vino, la viticoltura della North Coast era incentrata sui vitigni bordolesi. L’obiettivo era quello di produrre vini in grado di posizionarsi tra i migliori Cabernet e uvaggi del mondo. Per questo sono andata in Francia più volte per studiare i vigneti, fare domande e assaggiare vini. Sono orgogliosa di affermare che il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc che produciamo nella nostra proprietà reggono il paragone con i migliori Bordeaux.

 

D: Sono un grande appassionato di Cabernet Franc, che tuttavia viene spesso ritenuto una semplice uva da taglio. Quali difficoltà hai incontrato nel produrre un Cabernet Franc varietale?

R: Coltivare il Cabernet Franc è estremamente impegnativo: questo vitigno mi ha insegnato che la pazienza e il tempismo sono essenziali per produrre grandi vini. Le difficoltà principali di un grande Cabernet Franc consistono nel decidere dove piantarlo e nella combinazione tra portainnesto e selezione clonale. Ritengo che sia più difficile coltivare e produrre il Cabernet Franc che il Pinot. Quando ho incontrato Charlie, il Cabernet Franc era piantato nel terreno più vocato per il Cabernet della sua azienda vinicola.

Ho lanciato la Crocker & Starr Wines proprio con il Cabernet Franc. Sono stata fortunata, in quanto il mio vino è stato assaggiato da alcuni tra i migliori Master Sommelier degli USA. Essendo riuscita a produrre un fantastico Cabernet Franc in maniera costante, i sommelier hanno sostenuto il mio brand.

 

D: So che possiedi un griffone a pelo duro e io adoro visitare i vigneti in compagnia dei cani. Perché ritieni che esista tale simbiosi tra i cani da un lato e la viticoltura e la produzione del vino dall’altro?

R: I cani cacciano i cervi, i conigli, i tacchini selvatici e svariati altri predatori delle viti, oltre a fornire protezione a chi lavora in vigna. Inoltre, accolgono in maniera fantastica chi arriva in azienda!

D: Ci consigli un abbinamento tra uno dei tuoi vini e un piatto che ami in particolare?

R: Cabernet Franc e un medaglione d’anatra da La Toques oppure Sauvignon Blanc con patate fritte da Bouchon!

Chi è l’Autore

Da sempre residente a Memphis, in Tennessee, Ben Carter scrive articoli di enogastronomia per il web dal 2005. Ha esordito con il blog Benito’s Wine Reviews, scrivendo inoltre per Serious Eats, Snooth, Palate Press. È apparso anche sul Wall Street Journal. Di giorno lavora per una grande azienda, nel Controllo Qualità.

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