Cinque vini scelti da Michael Honig

Nel 1964 Louis Honig, pubblicitario di San Francisco, acquista un vigneto da 68 acri (27,5 ettari) nella Napa Valley, all’epoca coltivato con Sauvignon Blanc e Cabernet Sauvignon. Inizia a sviluppare la proprietà, vendendo nel frattempo l’uva ad altri produttori di vino, con la speranza di poter produrre i propri vini una volta in pensione.

 

Purtroppo, Louis Honig muore prima di realizzare il suo sogno. Tuttavia, il vigneto rimane di proprietà della sua famiglia. Negli anni Ottanta, la produzione viene avviata in maniera limitata con l’etichetta Honig Vineyard & Winery. Nel 1984, Michael Honig, il nipote di Louis Honig, comincia a condurre l’azienda a soli 22 anni.

La casa vinicola ha continuato a crescere e, oltre a produrre vini rossi, bianchi e rosé, è fortemente orientata all’agricoltura sostenibile. L’azienda intende trasformare il vigneto in un habitat ideale per api, pipistrelli e uccelli, soluzioni naturali che esercitano un’azione molto più delicata sulle piante rispetto a pesticidi e fertilizzanti. L’ampio ricorso ai pannelli solari consente all’azienda di risparmiare 42.000 $ all’anno sulle bollette dell’elettricità.

Ma forse l’idea più innovativa scaturita dall’impegno di Honig per la sostenibilità è l’uso rivoluzionario di cani Golden Retriever appositamente addestrati per fiutare la cocciniglia farinosa della vite. Si tratta di un insetto nocivo che danneggia le viti e causa la formazione di muffe. Il naso sensibile dei cani è in grado di rilevare il sentore più lieve di feromoni prodotti dall’insetto femmina. L’utilizzo dei cani in vigna consente agli agricoltori di trattare determinate viti senza doverle irrorare con quantità massicce di pesticidi.

Ulteriori informazioni sugli Sniffer Dog programs (programmi relativi ai cani da fiuto) e sulle sustainability initiatives (iniziative di sostenibilità) di Honig sono reperibili sul sito dell’azienda.

Di recente ho chiesto a Honig di elencarmi cinque vini con cui si sente in sintonia. “Adoro bere i vini prodotti da vicini e amici”, mi ha risposto. “Mi piace sostenere i prodotti fatti in casa!”

 

Sauvignon Blanc Emmolo 2012

Napa Valley

Sauvignon Blanc in purezza

22 $, 12,8% di grado alcolico in volume.

“Prodotto da Jenny Wagner… e penso sia la sua prima vendemmia! Bell’equilibrio tra acidità e note minerali con aromi di pera, limetta e pompelmo”.

 

Rosé Regusci Stags Leap District 2013

Napa Valley

Merlot in purezza

24 $, 14,2% di grado alcolico in volume.

“Con i suoi sentori di anguria, fragola e melone, mi ha ricordato una splendida giornata estiva”.

 

Pinot Noir Patz & Hall Hyde Vineyard 2011

Napa Valley

Pinot Noir in purezza

65 $, 13% di grado alcolico in volume.

“Gli aromi speziati si combinano perfettamente con la rosa e la lavanda. Al palato il vino è incredibilmente vellutato”.

 

Sauvignon Blanc John Anthony 2012

Napa Valley

Sauvignon Blanc in purezza

22 $, 14,5% di grado alcolico in volume.

“Sentori di melone maturo e piacevolmente rotondo al palato”.

 

Pinot Gris Adelsheim 2013

Willamette Valley, Oregon

Pinot Grigio in purezza

19 $, 13,5% di grado alcolico in volume.

“Si tratta di un vino prodotto al di fuori della Napa Valley. Ottima morbidezza con note intense di pera, papaia e mela”.

Chi è l’Autore

Da sempre residente a Memphis, in Tennessee, Ben Carter scrive articoli di enogastronomia per il web dal 2005. Ha esordito con il blog Benito’s Wine Reviews, scrivendo inoltre per Serious Eats, Snooth, Palate Press. È apparso anche sul Wall Street Journal. Di giorno lavora per una grande azienda, nel Controllo Qualità.

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